“Io dirò la verità!”. Così esordisce Giordano Bruno nel primo dei sette “costituti”, gli interrogatori cui fu sottoposto nel corso del processo veneto. Si illudeva di poter ancora far valere la ragione sulla fede, di riuscire a farsi ascoltare dal profondo di una prigione come aveva fatto, peraltro con esiti tumultuosi, dalle cattedre delle principali università europee. E dire la verità è ciò che si propone Guido del Giudice in questa sua immaginaria intervista col filosofo: diradare le nebbie addensatesi sul monumento di Campo de’ fiori in questi anni di intensa ma confusa Bruno Renaissance, affidando direttamente alla voce del Nolano l’esposizione del suo straordinario pensiero.